La “Quinta Dimensione” della cura: a Bologna l’Intelligenza Artificiale e l’architettura digitale si mettono al servizio dei bambini ospedalizzati
Grande partecipazione al convegno organizzato da Bimbo Tu presso il Tecnopolo di Bologna, dedicato al futuro della sanità pediatrica tra spazi immersivi, tecnologie human-centered e ricerca scientifica.
Si è svolto oggi, presso il Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna (DAMA) di Bologna, il convegno “La Quinta Dimensione: Architetture digitali e intelligenza artificiale per l'umanizzazione delle cure pediatriche”. L’evento, promosso dall’associazione Bimbo Tu, ha riunito esperti, clinici e istituzioni per tracciare il futuro della sanità pediatrica, dimostrando come il design d’avanguardia e l'Intelligenza Artificiale possano ridurre l'impatto del trauma del ricovero per i più piccoli e le loro famiglie, migliorandone il benessere psicofisico e supportando il lavoro del personale sanitario.
L’iniziativa ha goduto del patrocinio e della collaborazione di una fitta rete istituzionale, sanitaria e accademica, tra cui la Regione Emilia-Romagna, il Comune e la Città Metropolitana di Bologna, l'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche, l’IRCCS Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Sant'Orsola, l'Università di Bologna, il Politecnico di Milano e il Lions International Distretto 108 Tb.
Il momento di confronto ha segnato una tappa fondamentale per il progetto “Quinta Dimensione” — presentato lo scorso marzo presso l’Università di Bologna, il cui obiettivo è la riqualificazione ed umanizzazione multimediale dei reparti di Neuropsichiatria Infantile e Neurochirurgia Pediatrica del Policlinico Sant’Orsola — con la speranza che questo modello possa presto diventare esportabile e ripetibile in altri ambienti di cura ed ospedali italiani e internazionali.
La raccolta fondi è ancora aperta e si auspica il coinvolgimento di tanti altri sostenitori nel progetto.
I saluti istituzionali e l'apertura dei lavori I lavori si sono aperti nel pomeriggio con i saluti delle autorità locali e dei vertici sanitari e accademici. Tra i presenti Mauro Penza (Assessorato Sviluppo Economico, Lavoro e Formazione della Regione Emilia-Romagna) e l’assessora allo Sport e al Bilancio del comune di Bologna Roberta Li Calzi, che hanno rimarcato l'importanza strategica di unire l'innovazione scientifica e digitale alle politiche di welfare e di cura dei pazienti più fragili. Sono poi intervenuti: Marcello Lanari (DIMEC Università di Bologna), Stefano Durante, (Direttore Assistenziale AOSP Bologna), Andrea Longanesi (Direttore ISN Bologna), e Anna Maria Ragazzini (Lions Club).
Progettare la luce e lo spazio che cura
La prima sessione tecnica (Key Note Panel) — moderata da Zoe Betta dell'Università di Genova — ha affrontato l'integrazione dei servizi digitali e l'uso dell'illuminotecnica applicata alla user experience in corsia.
Michele Zannoni, professore associato all’Università Iuav di Venezia e responsabile scientifico dell’evento, ha portato una riflessione su come “La tecnologia digitale e l’intelligenza artificiale possano essere un alleato o un elemento antagonista: tutto dipende da come vengono progettate. Quando lo spazio e gli strumenti digitali vengono pensati per rispettare i ritmi della persona, custodire la sua memoria e rendere unica la sua esperienza, la tecnologia smette di essere una presenza estranea e diventa parte naturale del processo di cura. La sfida del progetto oggi è riportare al centro lo scorrere del tempo e l’unicità della persona”.
Sul tema dell'ingegneria del benessere legata alla luce sono intervenuti i docenti del Politecnico di Milano:
“Negli ambienti di cura, progettare la luce significa occuparsi non soltanto di ciò che le persone vedono, ma anche di come vivono lo spazio – ha spiegato Andrea Siniscalco (Politecnico di Milano) –. L’Human Centric Lighting pone al centro le esigenze degli utenti: l’innovazione tecnologica permette di creare un’illuminazione capace di adattarsi alle diverse attività, per favorire il comfort visivo e il benessere psicofisico”.
“Con ‘La quinta dimensione’ – ha proseguito Paola Bertoletti (Politecnico di Milano) – abbiamo lavorato sulla luce come dimensione percettiva, sensoriale ed emotiva dello spazio. Attraverso luce, colore e scenari luminosi dinamici e personalizzabili, la proposta mira a rendere gli ambienti più accoglienti e attenti alle esigenze di bambini, adolescenti, familiari e personale sanitario”.
A completare la visione psicologica e neuroscientifica applicata all'ambiente spaziale e naturale è stato il contributo di Giulio Costa, psicologo e psicoterapeuta del Centro Nivalis Milano:
“Le neuroscienze evidenziano sempre più come anche gli spazi sanitari influenzino l’elaborazione cognitiva e psichica della malattia e dell’assistenza. Soprattutto in pediatria, accogliere il bisogno di protezione e conservare la curiosità di un bambino significa prendersi cura anche delle relazioni con i familiari e gli operatori. Progettare luoghi di cura richiede quindi di ascoltare chi li abita e comprenderne le interazioni, orientando anche l’innovazione digitale alla qualità dell’intero sistema di cura”.
L'impatto dell'Intelligenza Artificiale e i riscontri della ricerca clinica Il pomeriggio è proseguito con la Tavola Rotonda dedicata all'IA e alla Comunità — con interventi di esponenti di Fondazione Golinelli, Relaia e Search Bridges — e con la sessione incentrata sulla Ricerca Scientifica e sui percorsi clinici in pediatria, introdotta dalla professoressa Maria Pia Fantini dell'Università di Bologna e alla presenza dei Direttori delle Pediatrie. In questo contesto, i medici e i docenti dell'Ateneo bolognese e dell'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche hanno evidenziato la stretta correlazione tra l'ambiente interattivo e i risultati terapeutici.
“Una sempre maggiore umanizzazione delle cure si ripercuote proprio sugli outcome clinici, ovvero su quelli che sono i livelli di cura e di miglioramento dello stato dei bambini all'interno dei reparti – ha dichiarato il professor Duccio Maria Cordelli (Università di Bologna, IRCCS ISN) –. Come docente universitario e come medico all'interno di un istituto di ricerca e cura ho estremo piacere di favorire un progetto che vada a valutare proprio come è possibile trasformare un reparto che fa ricerca sui bambini con patologie neurologiche e neurochirurgiche in strumento di cura e di ricerca esso stesso: il reparto che curerà meglio i bambini e ci aiuterà a fare ricerca”.
A rafforzare questa visione clinica è stato l'intervento del professor Marcello Lanari (Università di Bologna, Policlinico di Sant'Orsola): “È un progetto importante che richiama l’attenzione al tema dell’umanizzazione della cura, che passa anche attraverso il rendere i luoghi del ricovero più simili possibili ai luoghi di gioco, di incontro e di ricordo di quelli che sono i personaggi che i bambini riconoscono come loro beniamini. Il gioco e un’atmosfera per quanto possibile allegra sono parte integrante e proficua per la cura stessa”.
Gli ha fatto eco il dottor Mino Zucchelli (IRCCS ISN): “Attraverso il passaggio da un ambiente di cura che viene subìto dal bambino ad uno che interagisce con lui, sarà possibile da un lato sviluppare strategie volte alla riduzione del trauma da ricovero, e dall’altro misurarne gli effetti in un contesto di ricerca clinica”.
Le conclusioni e il futuro della pediatria ospedaliera Le conclusioni dell'evento sono state affidate a Cristina Fonti (Responsabile dell’Area Ricerca dell'IRCCS) e ai protagonisti del progetto.
A chiudere i lavori è stato il messaggio di Alessandro Arcidiacono, Presidente di Bimbo Tu:
«Per Bimbo Tu, il convegno "La Quinta Dimensione" rappresenta un auspicio affinché il dialogo tra ricerca scientifica, architettura e innovazione tecnologica possa contribuire a immaginare ambienti di cura sempre più attenti ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie. Ci auguriamo che questo progetto possa rappresentare il punto di partenza per un modello replicabile ed esportabile in tanti altri reparti pediatrici, affinché le idee e le esperienze condivise possano tradursi in opportunità concrete. Ci tengo a ringraziare tutti i donatori che stanno credendo in questo progetto sostenendolo, e il Dama - Tecnopolo, Lions International – Distretto 108 TB e Banca Generali per il prezioso supporto che ci ha consentito di realizzare questo incontro».



