“La Quinta Dimensione”: a Bologna tecnologia e design trasformano i reparti pediatrici in luoghi di narrazione e cura
25 marzo 2026 - Presentazione del progetto di umanizzazione per i reparti di Neurochirurgia Pediatrica e Neuropsichiatria Infantile dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche – IRCCS Azienda Ospedaliero- Universitaria di Bologna Policlinico Sant’Orsola

Trasformare gli spazi ospedalieri in ambienti capaci di accogliere, coinvolgere, rassicurare e curare attraverso l’intelligenza artificiale, il design e la multimedialità. È questo il cuore di “La Quinta Dimensione”, l’innovativo progetto di riqualificazione dei reparti di Neurochirurgia Pediatrica e Neuropsichiatria Infantile dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche e IRCCS Azienda Ospedaliero - Universitaria di Bologna Policlinico Sant’Orsola di Bologna, sviluppato in collaborazione con l’Alma Mater.
“La Quinta Dimensione” rappresenta un cambio di paradigma: per la prima volta, l’eccellenza della terapia clinica d’avanguardia si sposa con un contesto estetico e funzionale pensato per il benessere psicologico. In questo spazio, bellezza estetica e soluzioni pratiche si fondono per offrire ai pazienti un supporto costante, trasformando l’ospedalizzazione in un percorso di cura più umano e rassicurante, in cui la ricerca scientifica nel campo del design ha come obiettivo lo sviluppo di un’innovazione a servizio dei giovani pazienti, delle loro famiglie e dei professionisti sanitari.
In modo del tutto innovativo il reparto è progettato, unendo molteplici competenze e secondo standard scientifici avanzati, anche per contribuire alla diagnosi e alla valutazione dei bambini ricoverati trasformandosi da un luogo di cura ad un luogo che cura e fa ricerca.
Il percorso di trasformazione: le tre anime del progetto
L'intervento si sviluppa attraverso tre fasi sinergiche, studiate e coprogettate per rispondere ai bisogni di circa 700 bambini, delle loro famiglie e di 50 professionisti sanitari che ogni anno vivono il reparto:
- L’Umanizzazione degli spazi: Si interviene sulla struttura fisica per superare l’attuale stato di ambienti datati e poco stimolanti. Attraverso trasformazioni cromatiche, nuovi arredi e "animali-guida" magnetici, le camere e i corridoi perdono la loro freddezza istituzionale. Cuore di questa fase è la Sala Multifunzionale, uno spazio fluido che grazie a pareti mobili può trasformarsi da area giochi a sala meeting o ambulatorio per colloqui.
- L’esperienza narrativa e interattiva: La tecnologia diventa un regolatore emotivo. Ogni piccolo paziente riceve una card personalizzata per interagire con un Avatar-amico, una guida digitale che trasforma le pareti in storie condivise. Questa "distrazione positiva" raggiunge anche i momenti più critici: carrelli per le medicazioni dotati di proiezioni integrate aiutano a ridurre l’ansia durante le procedure cliniche direttamente al letto del bambino. . Su queste tematiche di
progetto, le competenze del gruppo di ricerca nell’ambito dell’Advanced Design del Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna hanno permesso di sviluppare nuovi modelli di interazione e strumenti non invasivi che saranno realizzati in fase di attuazione del progetto.
- Il Progetto della Luce (Human Centric Lighting): il sistema d’illuminazione dinamica simula il
ciclo solare naturale, migliorando non solo il comfort visivo, ma supportando attivamente il ciclo
biologico di pazienti e personale, riducendo lo stress ambientale in ogni area, dalla scuola alle sale d'attesa.
In questo contesto la nuova struttura e le tecnologie utilizzate diventano parte del processo diagnostico e terapeutico e al tempo stesso strumenti e oggetto di ricerca scientifica.
I numeri e la sfida della raccolta fondi
L’intervento mira a migliorare l’esperienza di circa 700 piccoli pazienti annui, dei loro caregiver e degli oltre 50 professionisti sanitari coinvolti. Dopo una prima presentazione tecnica avvenuta a settembre durante l’evento Farete, la conferenza stampa in Ateneo segna l'apertura pubblica del progetto e il lancio ufficiale della raccolta fondi, che punta a raggiungere l’obiettivo di 400.000 euro. Un’occasione per coinvolgere attivamente aziende e realtà del territorio interessate a contribuire a un’opera di grande rilevanza sociale.
Metodologia e Stime d'Impatto
L'intervento segue una metodologia aperta e modulare, che garantisce la continuità nel tempo e la replicabilità del modello in altri reparti pediatrici. Le soluzioni tecnologiche sono progettate per essere intuitive, non invasive (specialmente sul piano acustico) e totalmente automatizzate, per non gravare sulle équipe mediche.
Per garantire l’efficacia reale dell’opera, il progetto prevede una fase di verifica qualitativa dell’impatto post-intervento, monitorando come l’umanizzazione degli ambienti influenzi concretamente le emozioni e il comportamento dei piccoli pazienti durante la degenza.
Team progettuale e Partner
Il progetto è promosso da Bimbo Tu in collaborazione con RELAIA, il Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e lo studio ARKLAB, in accordo con l'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico di Sant'Orsola e l'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna. A fornire ulteriore valore, la coprogettazione con il personale sanitario e i ricercatori clinici dei reparti coinvolti.
Il progetto è inoltre volto a comunicare una buona pratica in ambito di partnership pubblico privato, mettendo al centro la collaborazione di lungo periodo fra istituzioni e organizzazioni non profit in ambito sanitario con l’obiettivo di generare valore, benessere e innovazione per pazienti e comunità.
La realizzazione è sostenuta ad oggi da: Fondazione Marchesini ACT, Rekeep, Caterpillar e Consorzio Blu.
«La “Quinta Dimensione” - ha detto Alessandro Arcidiacono, Presidente Bimbo Tu - nasce da un’attenta osservazione di ciò che accade ogni giorno nei reparti pediatrici: un intreccio di storie fatto di attese, speranze e paure. Da questa esperienza diretta abbiamo immaginato un progetto capace di mettere al centro il benessere psico-fisico di circa 700 bambini ogni anno, insieme alle loro famiglie e ai professionisti sanitari che se ne prendono cura. Con questo intervento vogliamo dare forma a un nuovo modo di vivere lo spazio ospedaliero: un ambiente che non resta sullo sfondo, ma diventa parte attiva della cura, attraverso l’integrazione di luci, animazioni e strumenti interattivi. Un modello che ci auspichiamo possa estendersi presto anche ad altri contesti ospedalieri»
«Con “La Quinta Dimensione” - ha dichiarato Giovanni Molari, Magnifico Rettore Università di Bologna - l’Università di Bologna mette in campo le proprie competenze di ricerca per contribuire in modo concreto a innovare e migliorare l’esperienza ospedaliera dei più piccoli. Il lavoro del Dipartimento di Architettura e delle nostre realtà di ricerca dimostra come design, tecnologia e intelligenza artificiale possano diventare strumenti al servizio della cura, capaci di migliorare il benessere psicologico di pazienti, famiglie e professionisti sanitari. È un esempio significativo di come l’Alma Mater sappia assumersi la propria responsabilità sociale nel collaborare con il sistema sanitario e il territorio per generare valore a vantaggio della società e del bene comune».
«Il Policlinico di Sant’Orsola – ha sottolineato Chiara Gibertoni, Direttrice Generale Policlinico di Sant’Orsola IRCCS – ospita fisicamente le due unità operative interessate dal progetto. Le Aziende sanitarie oggi sono chiamate a lavorare in sinergia se possibile ancora più del passato per assicurare che gli spazi e le tecnologie siano al servizio della cura. Questo progetto rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra istituzioni sanitarie e realtà del territorio possa generare innovazione, anche grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale, migliorando concretamente l’esperienza dei bambini e delle loro famiglie».
«Per noi “La Quinta Dimensione” – ha dichiarato Anna Maria Petrini, Direttrice Generale Azienda USL di Bologna – rappresenta un esempio concreto di come si possa e si debba superare ogni barriera: culturale, organizzativa, fisica per garantire la centralità della cura, ancora di più quando si parla di piccoli pazienti. La collaborazione tra Aziende sanitarie e Terzo Settore è fondamentale per costruire una sanità pubblica che non si limiti alla prestazione, ma che sappia ascoltare e accogliere».
«Grazie di cuore a Bimbo Tu - ha detto Michele De Pascale, Presidente Regione Emilia-Romagna - che si conferma ancora una volta un inesauribile motore di innovazione, bellezza e umanità in un ambito, purtroppo, di grande sofferenza per centinaia di piccole e piccoli pazienti e delle loro famiglie. Questo bellissimo intervento dimostra ancora una volta una delle grandi qualità del nostro territorio: la capacità di mettersi insieme, ognuno per la propria parte, e realizzare un valore aggiunto per la comunità. Come Regione, siamo e saremo sempre al fianco del mondo delle associazioni di volontario in ambito ospedaliero che svolgono un ruolo indispensabile al fianco di quello fondamentale degli operatori sanitari».
«A Bologna - ha sottolineato il Sindaco della città, Matteo Lepore - crediamo profondamente nella sanità pubblica come spazio di cura, di relazione e umanità. L’eccellenza che perseguiamo non è solo in campo scientifico e tecnologico, ma anche nel modo in cui vogliamo prenderci cura delle persone. Progetti come “La Quinta Dimensione”, vanno proprio in questa dimensione e sono l’esempio di come l’innovazione e il design possano contribuire concretamente al benessere dei più piccoli, trasformando l’esperienza ospedaliera in un percorso più accogliente e meno traumatico. È un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni, università, terzo settore e imprese, che è la cifra del nostro territorio: rafforzare legami che generano valore per tutta la comunità».
«Credo che questo progetto porti alla luce un connubio vincente: quello dell’innovazione, della tecnologia e la forza dell’intelligenza artificiale messe a disposizione della cura della persona – ha raccontato Valentina Marchesini, presidentessa di Fondazione Marchesini Act - Per questo motivo fin dal giorno zero ho creduto che con la Fondazione non avremmo potuto fare diversamente: crederci e investire affinché la Quinta dimensione prendesse forma. E oggi per noi è un giorno speciale. Ma lo è ancora di più se pensiamo che i progetti che sosteniamo hanno cura delle persone, dei luoghi, del futuro. Partendo dai più piccoli».
«L’innovazione nel design a servizio dei giovani pazienti - ha spiegato Michele Zannoni, Dipartimento di Architettura - può essere un potente strumento capace di trasformare il reparto in un’esperienza più accogliente e meno traumatica. Nella ricerca svolta per Associazione Bimbo Tu abbiamo voluto mettere il progetto al servizio del benessere, immaginando nuove interazioni e dispositivi in grado di accompagnare bambini, famiglie e personale sanitario in un percorso inclusivo e attento alla dimensione emotiva. In questo senso, il design non interviene solo sull’ambiente, ma contribuisce concretamente a costruire nuove possibilità di relazione, supporto e ricerca».














